Recensione OCEANO MARE di ALESSANDRO BARICCO.

Buongiorno! 
Finalmente il tanto atteso fine settimana è arrivato e io trovo un po' di tempo per riprendere con le recensioni. Me felice.
Ovviamente sto cercando di dare la precedenza ai libri che ho letto un po' di tempo fa per cercare di rimettermi in pari, ma non so se ci riuscirò. 
Comunque, il libro di oggi è Oceano mare di Alessandro Baricco, che ho letto durante i mesi estivi.


"TUTTO IL RESTO ERA ANCORA NULLA. INVENTARLO - QUESTO SAREBBE STATO MERAVIGLIOSO."



Titolo: Oceano Mare
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Universale Economica Feltrinelli
Prezzo:
Pagine: 212
Data: 1993
Voto: ½
Altro: Ho preso l'edizione nuova, in brossura, che personalmente adoro.


Trama.
Sul mare, tanto tempo fa, naufraga una fregata francese. 147 uomini cercano salvezza su una zattera. Il mare massacro, da vicino. Il mare slavina, da lontano. Il mare che raccoglie e disperde vite. L'avventura di sopravvivergli e di raccontarlo.

Recensione.
Avete letto la trama del libro? Benissimo, dimenticatevene. Non rende assolutamente, anzi, non leggetela direttamente. Questo è uno dei libri più strani che abbia mai letto, strano in senso buono, sia chiaro. 
Prima di tutto è diviso in tre libri, Locanda Almayer, Il ventre del mare e I canti del ritorno. tutti sorprendentemente collegati tra loro in modo geniale, ma apparentemente senza alcun filo logico. Il romanzo infatti non segue una trama lineare e precisa, ma è semplicemente un intreccio di storie, luoghi e personaggi, che più che descritti sembrano esser dipinti dall'autore.
Protagonista indiscusso del romanzo è, ovviamente, il mare, il mare descritto in tutte le sue forme, come mai lo avete visto, come mai lo avete immaginato. 
Baricco ambienta le strane storie di questi strani personaggi in una locanda in riva al mare, gestita da una bambina senza età, un luogo in cui il tempo e lo spazio sembrano essersi fermati, o addirittura mai esistiti. Qui passano le vite di tante persone, un pittore che cerca di dipingere il mare, un professore che studia dove finisce il mare, una ragazza che deve essere curata dall'idrofobia, un uomo senza passato e senza nome. 

Questo è uno dei libri che ho sottolineato di più nella storia dei libri che ho letto, è stata una lettura assurda. L'ho divorato, letteralmente. Adesso, io non so se è stata una lettura particolarmente sentita visto che la maggior parte delle volte mi trovavo proprio in riva al mare a leggerlo, e perché il mio amore per quest'ultimo è qualcosa di sconfinato. Però vi posso dire che questo romando vi farà vedere il mare come non lo avete mai visto, fa emergere tutta la sua potenza e il suo fascino misterioso, la sua grandezza e la calma e tranquillità che infonde a chi lo guarda e a chi sa amarlo. 
Chi ha letto questo libro e come me è cresciuto a contatto con il mare forse può capire quello che sto cercando di spiegare, altrimenti, provate a leggerlo e capirete.

Vi lascio qualche parte del libro come sempre così magari riuscite a capire meglio quello che cercavo di dirvi. Tuttavia, se non avete ancora letto il libro e non volete rovinarvi nulla potete anche passare oltre.


  • Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E' un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c'è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
  • Alzo lo sguardo e lo vedo: il mare. Per la prima volta, dopo giorni e giorni, lo vedo davvero. E sento la sua voce immane e l'odore fortissimo e, dentro, la sua inarrestabile danza, onda infinita. Tutto sparisce e non rimane che lui, davanti a me, addosso a me. Una rivelazione. Sfuma la coltre di dolore e di paure che mi ha preso l'anima, si disfa la rete delle infamie, delle crudeltà, degli orrori che mi hanno rapito gli occhi, si dissolve l'ombra della morte che si è divorata la mia mente, e nella luce improvvisa di una chiarezza imprevedibile io finalmente vedo, e sento, e capisco. Il mare. Sembrava uno spettatore, perfino silenzioso, perfino complice. Sembrava cornice, scenario, fondale. Ora lo guardo e capisco: il mare era tutto. E' stato, fin dal primo momento, tutto. Lo vedo ballare intorno a me, sontuoso in una luce di ghiaccio, meraviglioso mostro infinito.
  • L'unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici.
  • Un sogno è roba che funziona. Se volete un consiglio, quello è il sistema buono. Per salvare qualcuno, nel caso. Un sogno.
  • C'è un uomo in questa locanda, che ha un buffo nome e studia dove finisce il mare. Lui dice che scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi del male.




Non penso di avere nient'altro da dire riguardo a questo strano libro, se non ribadire ancora che l'ho amato alla follia. Quindi, che vi piaccia il mare o che siate amanti della montagna, leggetelo, dovrebbero farlo tutti almeno una volta nella vita.
Buon sabato e buon fine settimana!
Agnese

Commenti